
"Stai alla mia vita come il sale sta all'oceano".
Ma lui non sentiva.
La nave era già troppo lontana e loro due potevano solo vedersi.
Due figure precise in mezzo a tante ombre.
"Stai alla mia vita come il sale sta all'oceano".
Le erano fermentate nel cuore tutta la notte, erano rimaste in gola tutto il tempo della partenza, salite alla lingua durante l'ultimo abbraccio. Come sempre, anche questa volta le parole erano rimaste impigliate nella bocca. Assentia sapeva sempre cosa voleva, sapeva benissimo cosa dire, sapeva perfettamente come dirlo, ma si bloccava un attimo prima di parlare. Zitta. Così.
Parlava poco, Assentia, ma quando lo faceva erano perle.
"Stai alla mia vita come il sale sta all'oceano".
Gridato, con tutto il fiato, con tutto il cuore, con tutto il destino avverso, con tutta la disperazione che un'attesa può portare.
[...]
Parlava poco con le parole. Molto con gli occhi.
Le sue frasi d'amore più belle erano lacrime.
[...]
"Stai alla mia vita come il sale sta all'oceano".
Era diventato un urlo contro il cielo, ritornato sul mare, avvolto dalle onde, mangiato dalle acque, conservato negli abissi.
Era la dichiarazione d'amore più tenace che il porto di Amsterdam avesse mai ascoltato.
Era la dichiarazione incontrovertibile della loro unità. Erano fatti l'uno per l'altra. E niente li avrebbe separati.
Era un arrivederci. Certi anni passano come gli attimi.
Era un addio. Certi attimi non passano mai.
"Una storia vissuta quattrocento anni fa
che potrebbe rivivere domani"...
in un libro pieno di poesia, che si ama e non si dimentica.
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